La notte è notte,quando è notte è scuro. Il buio è il colore dei nascondigli, degli occhi chiusi, di ciò che non si vede. Per questo di notte escono fuori i mostri, i lupi mannari, i vampiri, tutte le cose che non esistono e che fanno paura. Di notte il respiro si fa piu affannoso, e allora credo alle leggende, credo a Remedios la bella che è volata via insieme alle lenzuola di Fiandra,e credo agli odori e sento il vento e mi spoglierei per mangiare nuda molluschi crudi.
Sento il rumore delle ossa di amanti, che sbattono come imposte nel vento, senza criterio, e quella luna appestata infetta stendardo di bubboni scivola come acqua gelida lungo la mia colonna vertebrale, osso per osso, e tutta polvere, polvere bianca di milioni di anni.
Allora ci sei tu che sei convenzionale e banale e freddo e calcolatore e pauroso come un bambino e afflitto e stanco di stanchezza non c'è - stanco di svegliarti e vivere ogni giorno lo stesso giorno - e in attesa dell'archeologo geologo che non verrà mai a riportare alla luce i tuoi strati sepolti - ma poi perchè, se li rinchiuderesti in un mucillaginoso museo? - e ansioso come un bambino e curioso della curiosità che non va ammessa e che guardi i carboni ardere ma non li prenderesti mai in mano. Una volta ho visto un bimbo piccolo giocare vicino al fuoco, a un tratto l'ha preso in mano, un carbone, Santo Cielo, forse perchè era rosso e gli piaceva. Non ha pianto subito, mentre appena ce l'aveva tra quelle manine minuscole bianche morbide ha fatto una smorfia che non era di dolore, era di delusione, di tristezza, chissà cos' è che si aspettava. Continuava a tenerlo in mano e sì , si è trattato di secondi ma intanto che lo osservavo, ero paralizzata da stupore e meraviglia, lo osservavo, incantata prima di avventarmi a proteggerlo da quel tizzone cattivo. Io a quel bambino voglio bene, e lui non ha pianto, e alla fine il carbone l'ha lasciato cadere. Ma non mi dimenticherò mai che ha preso in mano un carbone e che non ha pianto e che era solo deluso e triste. Avrei voluto chiedergli perchè, ma era così piccolo che ancora non parlava, e non credo se lo ricordi, adesso.
Sono reali in questo momento i tuoi baci sul mio collo, e piano ti avvicini alla mia bocca, se c'è un'ombra ora quella sono io, sono io che non esisto, passiva attendo e mi rifiuto,e un morso: il tuo. Non hai mai osato tanto, ed è il possesso, la stretta allo stomaco di sapermi sotto le spalle e la schiena e le gambe di un altro che mi percorre mi esplora mi riduce in macerie: è questo che cerchi sul mio collo coi tuoi denti. Affermi la rabbia che ti scorre nel sangue e si rincorre coi tuoi desideri inespressi, ci provi a tamponare ma la tua mente è una rete che fa acqua da tutte le parti, ciò che vorresti imprigionato ti sfugge via , da tutte le parti, falle che non ti riesce di tappare e corri frenetico li insegui ma ormai sono già lontani.
Non sto qua a parlare a descrivere i tuoi occhi o le tue mani o la tua lingua o tutto ciò di te che sogno la notte perchè non mi importa della tua forma, non faccio paragoni perchè so che è perfetta è la sola che sia mai stata adatta a me e combacia con ogni mio spigolo o curva, le tue braccia e le tue spalle solo ancore, le uniche ancore mentre mi perdo nelle circonvoluzioni del tempo che ormai non distinguo più. E' una cosa a cui non so dare nome, io che vivo di parole. Tu sei, e anche se non saprei disegnarti o dare agli altri una struttura una dimensione per spiegare in che modo ti ho dentro, tu non puoi far altro che essere, essere dentro di me. E se è un sorriso, il tuo, è un meteorite cosmico che incendia l'aria, se è che mi tocchi, tu , è che hai prosciugato tutto l'ossigeno del mondo e io non so cosa dare in pasto ai miei polmoni avidi , se è voce, tua , è voce e chitarra e io sono all'improvviso così leggera da potermi addormentare sulla corda sottile tesa tra un salice e una stella
(7.o4.2oO4)
[ps:tesoro, scusa se t'ho fatto "sudare " questo post....
tvttb]