postato da MiNoLLo alle ore 18:46
mercoledì, aprile 13, 2005

RACCONTO DI PRIMAVERA, DI BREZZA E DI INGENUA IGNORANZA

l'aria cambia... e mi vesto di nuovo, mi vesto di odori forti e dimenticati, mi vesto di colori accesi, e di sapori lontani, ke vengono dal mare, quasi arrabbiati. Ma vivi. Salsa come lo scoglio immerso nell'acqua fino alla cintola. Aspra e x niente dolce. Interrogativa e mai soddisfatta. In piedi davanti all'alba fredda, o muta, camminando lungo strade ke sembrano corridoi di spiriti in preghiera. Come immagini ancestrali, fisse inkiodate nell'inconscio.

E lui bianco mai sfiorato dal fango. Lui neve appena raccolta. E odore sottile di candele sotto la pioggia aghiforme di novembre. Superficie liscia non scossa dal vento.

Urlerò fino ad inquinarlo, skizzerò sangue di carni al macello, conceria di emozioni socialmente inaccettabili.

e poi...

poi...

come il vento, ancora via, ancora spaventata dai miei stessi abissi e no, neanke tu mio adorato principino azzurro di candeggina potrai scacciarli o riempirli.

(That is, my inner fairytale. Pensieri perduti, il contatto con la realtà vacilla e ormai si tratta solo di esplorazioni erratike)

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categoria : to whom it may concern, telling tales