"Cara Posta Del Cuore,
scrivo perchè ho bisogno di un consiglio. Io cerco un amore da non raccontare, da non scuotere nè sezionare per vedere com'è fatto dentro che poi non funziona più. Una cosa da cui non si scappa, una cosa incompleta, non un foglio bianco da scrivere ma un bicchiere d'acqua da bere, come dice la canzone degli smashing "a lover in my bed and a gun to my head", ecco, così non va bene. Non vanno bene i tombini aperti dove poi ci cadi dentro e non sai quant'è profondo e cadi, cadi, cadi, continui a cadere e mentre cadi aspetti il prossimo secondo per vedere se è quello in cui ti schianterai. Mi piacerebbe non dire niente a nessuno, tenere un segreto solo mio e al limite neanche suo, non spiegare e fare finta che la mattina mi sono svegliata col sorriso perchè la notte ho fatto l'amore con l'aria. Come devo fare secondo te?
Serena88""
"Cara Serena 88,
se volevi farti notare, facendo la poetessa fighetta, facevi prima a scrivere a una casa editrice e mandare il tuo materiale. Sono loro, quelli competenti, mica io. Bel tentativo di prendere una scorciatoia, ma vedi, ostentare a destra e a manca il tuo cervellino è veramente squallido, come se gridassi GUARDATEMI, GUARDATEMI SONO QUI, AMMIRATEMI. Triste, non trovi? Pensaci, in fondo hai solo 17 anni e magari col tempo migliori, magari ti passano le manie di esibizionismo. Magari trovi pure un bel ragazzetto con cui pomiciare in tranquillità così la smetti di rompere i coglioni."
poi forse ne fuggiremo via spaventati
Ho un nuovo amore, oggi, una nuova dipendenza, ed è miele caldo, iniziare la giornata così. Con gli occhi torbidi come l'acqua del mio acquario, con il fiato sul collo, un filo sottile di liquido ghiacciato e lento sulla schiena. Il mio amore nuovo di zecca, il mio amabile amore che succhierà la carne dalle ossa della mia carcassa allo stesso modo in cui lo farebbe una iena, dopo gli altri, dopotutto.
Non ci avrete mica creduto? In fondo, la schiavitù non è poi un concetto tanto relativo... ovviamente, come in tutte le cose, la linea è disegnata sulla sabbia, e c'è vento, e c'è il mare, e ci sono le impronte di chi corre sulla spiaggia che finiscono per diluire il limen. Ma la schiavitù, no, non è questa. Queste sono torture gratuite, la torture vere sono altre. Si pagano. Forse non sarò sufficientemente capace di rendere l'idea, comunque... Problema: a 10 anni, a 12, a 15, la notte mi svegliano, mi buttano giù dal letto. Mi legano e le corde mi lacerano la pelle. Poi picchiano, violentano davanti a me le persone che amo. Poi mi prosciugano il cervello. Poi mi mettono in mano un mitra e mi danno una metaforica pacca sul sederino. Voilà.
probabilmente non sono stata abbastanza convincente, avrei potuto impegnarmi di più. In fondo, suvvia, le parole sono il mio pane, avrei potuto tirar fuori almeno qualche brivido come un coniglio dal cilindro, usando l'aggettivo giusto, la similitudine giusta, la punteggiatura giusta. Ma non voglio, cazzo, no. E' vomitevole, soddisfare l'ansia di sangue, scrivere x esorcizzare, leggere x esorcizzare, SEZIONARE x esorcizzare. L'altro giorno, dopo le esplosioni di Londra, i tg erano pieni di interviste alla gente, il problema studiato da tutti i lati, sezionato, come dicevo prima. Ma è vomitevole, perchè chiunque, poi, ne prenderebbe le distanze, studiamo le cose da dietro una cappa di vetro. Anch'io sono vomitevole, vomitevolmente cattiva e vomitevolmente buonista, vomitevolmente affranta e fisicamente dolorante come x un pugno in pancia. Ne riparliamo quando torno dalla Bosnia, dopo ke avrò vomitevolmente tentato di stuprare qualche coscienza, laggiù, qualche memoria storica, qualche fantasma... e che Jung si rivolti pure nella tomba.
vomitevolmente vostra
Francesca