APPUNTI DI VIAGGIO
(CHIEDO VENIA MA QUI LE TASTIERE SONO QUELLO KE SONO, XCIO NIENTE APOSTROFI NE ACCENTI
)
SONO IN BOSNIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
ebbene si, ce l ho fatta, tutta sola soletta sono giunta in questa terra ke vista dall italia appare cosi... inusuale, uno degli ultimi posti in cui andare in vacanza... (e infatti nn sono qua in vacanza..)
vorrei essere molto dettagliata, in modo da essere utile a ki eventualmente volesse intraprendere il mio stesso PERIGLIOSO viaggio, ma al momento nn ne ho molta voglia, quindi accontentiamoci!
Il viaggio e stato strano, ho avuto un po di problemi al confine tra Croazia e Bosnia. Oltretutto va detto ke la lingua locale, il serbo, e qualcosa di veramente impossibile, e lo dice una ke ha il pallino delle lingue straniere, quindi immaginatevi un po... x fortuna il 90 per cento dei ragazzi parla inglese!! Piccola nota folkloristica: qui a Banja Luka le ragazze sono tutte gnokke!! Non "carine", no, proprio gnokke, e incredibile... ieri un ragazzo tunisino mi ha detto "ho sempre pensato ke le ragazze italiane fossero le piu belle del mondo, ma scusami, ora ho cambiato idea, le migliori sono qua!". E vabbe, ke ci devo fare... mi vedo inappellabilmente spodestata dal mio trono di incontestabile, straordinaria bellezza
A parte gli scherzi, in questi giorni mi sono sentita molto stupida... credevo un sacco di cose, e si sono rivelate quasi tutte sbagliate. Mi sono scoperta piena di pregiudizi . Prima di partire, tutti mi salutavano come se stessi andando alla guerra, baci abbracci lacrime, oddiomio te ne vai in Bosnia, tutta sola, ma sei pazza?!? E invece... invece...
Qui sono tutti estremamente amikevoli e disponibili, mi sono trovata in un hotel popolato da stranieri quindi e tutto un susseguirsi di feste e festini, la lingua ufficiale e l inglese ma molti parlano italiano: Joao, di Lisbona, e Siegrid, di Bruxelles... senza contare ke tutti gli altri come prima cosa mi hanno kiesto di approfittare della cucina ke c e all ultimo piano dell albergo x cucinare PASTA ALLA CARBONARA. Non sanno a cosa vanno incontro!!! Anke i ragazzi di qua, sono molto simpatici... la prima cosa ke ti colpisce di questa gente e la loro straordinaria forza. Qualcosa di non ostentato, ma sensibile.
"lavoro" al pronto soccorso e il mio tutor, il dottor Ilic, mi prende in giro, mi chiama LUCKY GIRL... il mio primo turno (qui ogni turno dura 12 ore!!!!) e cominciato con una chiamata x un attacco cardiaco... andiamo a casa e la signora e gia morta. MRTVA, dice il dottor Ilic. Non voglio far vedere a questa gente come l ho presa,taccio e mi sento stupida, una ragazzina stupida quando il dottor Ilic mi dice con una faccia ironica "abituati!" e mi racconta ke x lui e normale, in guerra di morti ne ha visti tanti. "how old were you when you were sent in war?". "I was 18". Zitta e mosca, Fra, guai a te se piangi o ti lagni, x un motivo qualsiasi. Non ne hai il minimo diritto, ragazzina viziata. Mi piace parlare col dottor Ilic, anke se mi tratta con sufficienza, anke se da quello ke ho capito non e visto molto di buon okkio xke e maskilista e un po prepotente. Xo mi spiega come funziona, qua, e stare al pronto soccorso si e rivelato un punto di osservazione prezioso per capire la societa. Anke se in realta credo sia incomprensibile, neanke qui si capiscono davvero. La Bosnia e una terra contraddittoria, fino all inverosimile. Mi piace, comincio a sentirmela nel sangue, e allo stesso tempo mi sento completamente estranea e ne ho quasi paura...
Ok... vorrei scrivere tante altre cose, FATTI, ma ora ho una fame blu xcio scappo!!!
A presto, do vigegna!
Ho fatto un viaggio, neanche una settimana fa. Forse prima o poi lo racconto, non lo so.
E stamattina, guardavo le piante, i campi che mi entravano dentro e poi scappavano via, c continuare a vivere fuori di me, senza di me.
Pochissima chiarezza. In venti giorni ho fatto il resoconto di due anni di funzioni di variabili dipendenti e indipendenti di presunti amori di schiaffi in faccia e di fiducia.
Mi sono vergognata di essermi lasciata accarezzare, come una cagna solitaria, come una puttana, da mani bugiarde. Mi sono vergognata di navigare nelle mappe ke ho disegnato durante viaggi passati. Era uno solo, l'amore, uno, quello ke non potevo raccontare. Sono ossessionata, dai racconti, nei miei racconti dò vita a ciò ke non ce l'ha. E solo quello ce l'aveva, la vita, aveva occhi per guardare, orecchie per ascoltare, bocca per spiegare e mani per mostrare, e aria... da trasferirmi nei polmoni.
La fiducia, la fiducia...
Ho un po' fifa. domani parto x la Bosnia. sono stata chiamata pazza, ad andare fin là da sola, una partenza rimandata poi negata, poi organizzata all'ultimo momento. Ma non mi importa, mi importa solo del viaggio, di quello ke vedrò e ke imparerò, del faro nella nebbia... quegli istanti solo miei.
Xkè voglio VEDERE, cazzo, quello ke succede, capire in prima persona senza dovermi affidare al "buon cuore", o sarebbe meglio dire "particolare visione", altrui. Mi sento presa in giro dalla tv, dalla radio, da internet, da giornali
Le stelle, in questo momento, sono coincidenze. Colpi tracciati da una matita vagante nella borsa, quei segni ke si ritrovano poi, quando si va a ripescare il documento gettato là in mezzo alle altre cianfrusaglie. Sono coincidenze, casuali. O forse, si potrebbe obiettare, casuale è chi le osserva, loro stanno là, immutabili, da tanto di quel tempo che chi ha paura della morte dovrebbe come minimo sentirsi ridicolo e fuori luogo, una gaffe vivente, un errore... Ma no. Coincidenze.
Coincidenza. La musica, l'irrazionalità e il ballo, la trance, i movimenti innati. E, più in là, le gabbie. Le gabbie coi rapaci. Falchi, avvoltoi, gufi, aquile, poiane... Rapaci... E subito affiorano in testa le metafore: "i falchi e le colombe", "le aquile"... Dio, quanto ci fanno paura, il pensiero vola -è proprio il caso di dirlo - alla rapidità, alla determinazione.
E.
Alla.
Violenza.
Non cieca, no, preordinata. Meticolosamente calcolata, fredda. Immaginatemi mentre sorrido, ora, ironicamente. Immaginatevi il falco come l'ho visto io, chiuso in una gabbia, immobile, con un cappuccio di cuoio calato sulla testa. Immaginate il gufo, che apre le ali enormi, una farsa date le dimensioni da 30 metri cubi della sua voliera, dato il laccio ke lo tiene legato x la zampa. Immaginateveli così. E spero ke vi salga la rabbia fino agli occhi, cari falchi, aquile, gufi, poiane, civette, condor, allocchi, avvoltoi... Lo spero proprio. Spero che sia così, come lo è stato per me, che pesto sempre tutto ciò che di pestabile c'è davanti ai miei piedi, x colpa della mia pessima abitudine di camminare di testa all'aria... O di stare con la testa fuori dal finestrino, a guardare il falco che vola sui campi, in cerchio, che individua la preda, si getta in picchiata e quello è il momento in cui non lo vedi più, tanto è veloce. E chi non ha mai sognato - solo sognato, di sfuggita, al riparo dai rischi, s'intende - di volare così? Ma idolatriamo noi stessi, le nostre facoltà intellettive superiori, le nostre secolari metafore, forgiamo catene dorate e imprigioniamo, imprigioniamo, imprigioniamo... Come le piramidi, grandiose, che non sarebbero state tali senza il lavoro di tutti quegli schiavi (ma sto divagando...) Eh già. Parigi val bene una messa, in guerra e amore tutto è concesso... e poi? Che altro?
Coincidenze stellari e rapaci. Aiuto. Cercasi mano capace di rapirmi e portarmi via di qua, di farmi addormentare, di farmi perdere, mano calda, non mano di fantasma che quando mi tocca mi si gela l'anima.