postato da MiNoLLo alle ore 17:52
lunedì, aprile 30, 2007

Riassunto per gli aficionados (e so che sono in tanti) che, ormai rassegnati alla mia intermittenza come persona (nel senso che mi faccio vedere/sentire a sprazzi... non è cattiveria, o voi amichini trascurati, lo sapete che vi voglio bene ma che resto pur sempre una testolina anomala), si tengono informati sullo stato della mia esistenza tramite questo strumento virtuale. Provvidenziale. Forse, alla luce di ciò, gli cambierò nome e diventerà "il gazzettino di Mino" (tanto ora ho il mio nuovo giocattolo altrove, che mi piace anche di più)

Reduce dal pistaggio subito al concerto dei Modena (Stocco, se dovemo rassegnà: non abbiamo più l'età per fare certe cose...), e a una settimana passata rimuginando e vomitando in senso metaforico e non, Mino si è strenuamente impegnato a rinverdire il suo rapporto con l'alcool. Che, dopo le nuits folles in Bosnia, era stato messo alquanto da parte.

Quindi, dopo la rossa doppio malto a società con Stocco e Uri di sabato (tradotto: io e Stocco nell'autobus che straparlavamo e ridevamo come cretine aggrappandoci a varie parti, anatomiche e non, del povero Uricello che fingeva -ovviamente senza riuscirci- di non conoscerci), e dopo l'indispensabile birretta di ieri sera in piazzetta a san Lorenz...etto (mioddio...quant'era che non mi debosciavo con la birra in piazzetta a San Lorenzo? eh? eh?? Troppo, evidentemente), c'è il programmino di stasera: GRANDE UBRIACATURA, la popolazione è invitata. Se riuscite a trovare casa mia....

Formazione: io Stocco e Uri (schema classico)

Riserve : Cris, Tappo (la cui presenza per come la vedo io è virtualmente impossibilitata causa gastrite, che, ahilei, l'ha anche privata della sua droga preferita), Polpetta con due giovani oraziani amici suoi (nel senso che sono della città di Orazio) (che per voi, o volgo ignorante, al secolo è Venosa) (e in onore dei quali è stata acquistata tra gli altri una bottiglia di rosso venusino) (non venusiano che è un'altra cosa). 

Se le forze ci assistono, è prevista anche l'attesa dell'alba sul terrazzo, imbacuccati come cosacchi nelle fredde notti della steppa siberiana. Tutto questo, il giorno prima del concerto del primo maggio. E' da folli, si, lo sappiamo. Appunto lo si fa.

un grazie speciale va alla rescue force dei due dadaumpa: per la sopportazione del Minollo in fase di luna calante/tristoide (ma più in forma che mai quanto allo scrivere :P ). Senza di voi, erano veramente cazzi. (e scusate il francesismo ma ci stava tutto)

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categoria : nonsense babbling

postato da MiNoLLo alle ore 20:37
domenica, aprile 29, 2007

Un due tre, un po’ inciampi e comunque non è fluido il movimento. Ci hai mai provato a camminare all’indietro?

Dunque la storia è questa (ed è vera, giuro, non me la sto inventando): nuvolone scure a est, un po’ tristi anzichennò, cielo semisereno con colori sfumati e tenui a ovest. Il fatto è che casa di Cix è verso est. Allora si prende la saggia decisione, per evitare la visuale deprimente - perché insomma già si traballa di nostro e che non ci si metta pure la meteorologia – di camminare guardando verso ovest. E lo si fa, si, si, lo si fa, camminando all’indietro. 50 metri, non di più, e una coppietta addirittura ha interrotto l’intenso wrestling linguale per meglio godersi lo spettacolo di me e Cix che azzardavamo nuove analisi prospettiche indietreggiando in avanti. Potevano sorriderci, a noi di getto era venuto di sorridere, a loro. Invece ridacchiavano, quelle due matte, amò meno male che noi invece siamo sani di mente. Orsù, ritornate a scambiarvi i vostri fluidi salivari. Ci si poteva sentire un attimo complici, tutti e quattro, ma se a voi il cielo azzurro striato di nuvole violette non sembra un motivo sufficiente a infischiarvene del normale senso di marcia…

Un due tre, Cix.

“Proviamo ad obliquarci?”

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categoria : nonsense babbling, telling tales

postato da MiNoLLo alle ore 12:13
giovedì, aprile 26, 2007

Sonnosonnosonnosonnosonno...

e.....

pioggia che ticchetta piano che scroscia e che annega e che sono sdraiata sul pavimento del bagno e che

non mi va di pensarci ora non ho voglia di riconsultarmi adesso indire un consiglio speciale

"siamo tutti partigiani", diceva quello lì, "abbasso il fascismo", continuava

e la domanda sorge abbastanza spontaneamente senza che neanche vada a cercarmela, la domanda se il fascismo esiste ancora, e se in realtà tutti quei pugni alzati non mi facciano un po' paura, se anzi a farmi paura non sia la necessità, adesso dopo 40 anni e più, di formare un gruppo di partigiani. Partigiani? Chi, che, cosa? Mi va bene che non si dimentichi, non si deve mai dimenticare, ma la lotta contro il fascismo? Dov'è il fascismo? Siamo seri, non esiste più, a meno che non si voglia definire tale ogni forma di autoritarismo ingiustificata che ci troviamo davanti e allora si, allora tutto diventa fascismo ma sarà che io ci tengo alle parole, non mi piace che si usino a vanvera.

E la gente parla e qualcuno ubriaco canta, canta simboli e allora mi mettono un po' paura anche i simboli. Perché Marx che chiamava oppio le religioni, mica l'aveva previsto che sarebbe diventato profeta anche lui, e che si discutesse e ci si accapigliasse in nome di una fantomatica Bibbia, Il Manifesto, che a voler essere precisi l'hanno letta in due o tre.

Fastidio fisico. Secondo me la coerenza politica non esiste. E' la politica in genere che mi fa un po' schifo. Sarà per questo che ho deciso di fare il medico, di rendere le cose più semplici che posso, occuparmi di corpo e cuore, si, ma di persone singole, non di "folle". E fottermene del resto.

PS: but I still miss ur innocence, ur anger, ur confidence, ur faith, ur neatness, ur urges, ur passion, ur transparence, ur trustfulness, ur sunshine.

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categoria : nonsense babbling

postato da MiNoLLo alle ore 20:35
lunedì, aprile 23, 2007

Il temino di oggi era: i miti, i libri, i legami,  le persone. L'ordine non è casuale.

Grazie a chi, giocando con il suo abbreviativo, iniziali con lettera Grande o piccola, mi ha aiutato a tracciarne la struttura.

Lo svolgimento me lo tengo per me.

Ninna nanna ninna oh,

questo tumulto che ho nel petto

e che mi schiaccia al suolo,

che mi culla come una barca,

che mi dà il mal di cielo,

che mi avvampa arrossandomi da dentro, 

questa passione, a chi la dò?  

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postato da MiNoLLo alle ore 14:04
domenica, aprile 22, 2007

... and of poetry slowly drifting away, on the other side which could have been the dark one, someday, but right now it's just some foggy -asphyxiating- grey I just cannot stop writing trying to shoot the sun up and watch him bleed its orange rays feeling hot oh so hot I can't keep on breathing can't you see I'm choking can't you see I'm empty

so empty the heart starts skipping beats and starts beating as if it was insane, a jazz drummer and there ain't no jazz neither blues in my head in my head in my head now I just open my legs and hope some sea foam comes and pours all over me and turns me into a mermaid either drags me down under, gets me sleeping among the glowing jellyfishes.

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postato da MiNoLLo alle ore 13:26
domenica, aprile 22, 2007

Il mio amico mi ha spiegato che in origine il girato non ha audio. Sono loro che in sala di montaggio sincronizzano il picco d'onda del ciak col fotogramma in cui l'astina tocca la base (di legno?), et voilà, mesdames et messieurs, voilà la pellicule.

Si potesse, farei il contrario: separare l'audio dal resto, conservarli su due bobine diverse. Da una parte, ci va il treno, il rumore assordante dell'aria calda che entra dal finestrino rotto, "bella d'estate" di Mango che la beccavo sempre per radio ogni volta che nell'autobus scendevo giù a casa, quindi la associo per riflesso a un ritorno, sempre con un po' di lacrime in punta d'occhi e non chiedetemi perchè chè non l'ho mai saputo. Ci va un cd bello, cupo (?), cinico (?), nostalgico (?), distaccato (?), a volume alto nella macchina, una cosa poetica che mi fa poeticamente immaginare riversa a terra tranquilla come se dormissi, ma col cranio sfondato da una pietra e sangue tutt'intorno, non bisogna pensare che sia una cosa splatter, a me sembrava molto delicata con quei rivoletti rossi di merletto che scivolavano piano, e in fin dei conti tutto dipende, ancora una volta, dal tipo di sottofondo che decidono di metterci quelli del montaggio. Poi ci vanno tutte le parole parlate, che facevo fatica a capire, vuoi per la musica vuoi per il vento che mi riempiva le orecchie di lato.

E dire che amo le voci e i suoni. Ma neanche un pianoforte, neanche tasti en glissant o chitarre o respiri. Tutto nella bobina, da conservare nella parte più fonda del cassetto, per non gettarla, ma anche per non trovarla così facilmente, per poter pensare che non la vedi in giro da un po' quindi forse l'hai persa, sospiri, e torni alle quotidiane faccende.

Dall'altra parte, ci va tutto il resto. Il lago quasi-sull'orlo-di-un-tramonto, e le mani che si risolvono nonsisapperché a scorrermi sul collo, una visione ravvicinata di un maglioncino che non è il mio, a stretto giro d'occhi. E una galleria di alberi che non sono bosco, perchè troppo visivamente chiassosi e poco legati alla terra - un bosco è terreno per definizione, non ha mai chiesto a nessuno di dirgli che è bello, campa di sè stesso e per sè stesso. E invece loro no. Si inghirlandavano e paravano per balli a corte nella cerchia delle fate, perdendo materia curva dopo curva, di poesia che se la disveli e tenti di tenerla tra le dita si scioglie. Nel nastro ci vanno le montagne e che succede se si tende un filo tra un picco e l'altro? Si cammina sospesi sulla gola secca. E se è secca, per l'appunto, le parole non vengono fuori e infatti c'era silenzio: tutto torna.

Lo capisco ancora tra una parola e l'altra, che hai un sacco colmo di solitudine, tra te e te, di progetti e carotaggi delle incursioni minerarie nelle viscere di te e te, e quel sacco ce l'ho anch'io: ingombrano, occupano lo spazio intorno. Però almeno le mani, senza guardarci, si tendono e s'intrecciano in punta di dita.     

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postato da MiNoLLo alle ore 00:34
sabato, aprile 21, 2007

Prima avevo scritto un post, poi l'ho cancellato perchè c'era di mezzo una cosa che forse era troppo intima e non era il caso che la leggessero tutti.

Il senso era un po' che mi sono stufata di farmi stigmatizzare. Per errori palesemente commessi e altresì perché sono poco teatrale nel mio modo di esprimermi: non batto i piedi, non piango al telefono, non mi pubblicizzo. Io spiego, chiarisco, tento: se spiegazioni  chiarimenti e tentativi non sono ritenuti validi, vuol dire che c'è incompatibilità tra il mio modo di essere - a questo punto ritenuto altrettanto invalido di spiegazioni chiarimenti e tentativi- e quello altrui. (Rileggendo conversazioni ahimè noto la mia lentezza di comprendonio e l'inutilità di certi consigli inviati via mail dato che era già stata espressa la volontà di perdermi di vista, da me non colta: ma quanto dormo all'impiedi?!).

Sento in virtuale sottofondo le urla malrepresse del terzetto mentre Cix, quando la avvicino in solitaria, sottovoce mi propone una nuova ricetta per i dolci. E allora accendo Riccardino e ascolto un po' di musica.

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categoria : nonsense babbling

postato da MiNoLLo alle ore 15:53
giovedì, aprile 19, 2007

Libro VerrastroLa favoletta di oggi è cortacorta.

Tratta di una donzella pazzoide, la cui passione sono i tasti bianchieneri, alternati o quasi. La suddetta donzella si è diplomata da poco, quindi è da poco che è ufficialmente maestra nell'arte di addomesticare quei tasti. Un giorno però il suo nome si ritrova su un cartellone, grande grande o fatto di pixel, la differenza non conta, ciò che conta è che quel nome si ritrovi assieme ad altri, quelli che fino a qualche mese fa erano i grandi, coloro ai quali lei bimbetta chiedeva aiuto, ovviamente piani separati, e che ci si dia del lei per cortesia. Il nome, adesso è nè più piccolo nè più grande, è delle stesse dimensioni.

E io, che dire, io sono contenta, Cate, che ci ri-sei nelle mie giornate, e sono contenta che mi mandi la locandina e sono contenta che farai questo concerto e sono contenta di sentirti di nuovo suonare perchè davvero quando suoni mi smuovi l'anima. Perchè, a meno che non mi cade un vaso di gerani sulla testolina mentre passeggio per strada, il 4 sarò lì

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categoria : casa, music, to whom it may concern

postato da MiNoLLo alle ore 11:25
giovedì, aprile 19, 2007

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categoria : casa, foto

postato da MiNoLLo alle ore 17:23
mercoledì, aprile 18, 2007

come quelle abili manovre con le carte.

come se non riconoscessi neanche più tanto bene il pavimento su cui cammino.

come se avessi scoperto una Me parallela che non credevo potesse esistere (ma questo dovrebbe essere un bene, no???).

come se si fosse rannuvolato tutto all'improvviso.

come quando grandina e c'è quel rumore assordante che ti tira fuori dal sonno.

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