mio figlio era uno scoiattolo
poi io gli ho detto scendi dall'albero
chè avevo paura che cadesse e si facesse male
Scoiattolo sì, ma sempre figlio mio era
Non mi serve molto più di questo.
Sdraiata sulle giostrine, tra un raggio coraggioso e l'altro, tra quello che riesce a passare, e le foglie si fanno forti della loro verdità: sono belle e lo sanno, e lo devi sapere anche tu.
Mentre una o due mani mi accarezzano, leggere, mentre io chiudo gli occhi, a costo poi di doverli strizzare per la troppa luce, se vuoi percorrermi fallo pure, a piedi o a cavallo o sorvolandomi con un jet privato, prenditi tutto il tempo senza preoccuparti di restituirmelo, ti guardo e penso la banalità più banale del mondo, penso che sei bello, e non c'è proprio niente da fare, sei bello e a me non serve molto di più di questo pomeriggio di smorfie e gelati al gelsomino e strade che si srotolano come tappeti rossi sotto la tua macchina nera. E sorrisi.
c'è chi cambia nome e chi cambia avatar
mò, non è che quello nuovo sia tutta sta gran bellezza, ma chi mi conosce ammetterà che ci sta a pennello
e poi è una specie di documento alla memoria dei miei capelli una volta tanto lisci
ahimè, presto torneranno quelle chiaviche di riccioletti sfatti
così ne approfitto per darmi delle arie, per un po' 
li giochino di oggi consiste nell'indovinare (senza cercare con google, sennò siete delle sferre) da dove ho tirato fuori ciò che segue (secondo me, se Nannerl passa di qua vince lei
)
E mi piaceva camminare solo per sentieri ombrosi di montagna,
nel mese in cui le foglie cambiano colore,
prima di addormentarmi all'ombra del destino.
è quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli...
Perché ascolti questa musica
ma non ti accorgi che non fa bene
non senti
non vedi
che non va.
Vabbè, per oggi basta, che già erano difficilotte queste...
I miei cuginetti, che in fondo sono la versione ripulita e tirata a lucido degli Orchetti di Mordor (ma non Orchetti qualsiasi, no... gli Uruk-Hai - che mo non mi ricordo come si scrive- quelli che la mattina si lavano la faccia col sangue, che per stuzzicadenti usano ossicini di hobbit, ecceteraeccetera ) un tempo avevano un gioco per pleistesciòn che si chiamava Destruction Derby. Lo scopo era spasciare, sminchiare, sfragnare quante più automobili avversarie possibili. Il MIO scopo, era verificare in quanto tempo riuscivo a farmi disintegrare senza aver arrecato danno alcuno al mio prossimo. Ma sto divagando.
Insomma, pare che lo spasciamento sia liberatorio. Lo diceva Gianni RodAri, che in una sua bella favoletta, di quelle che leggevo alle elementAri, parla di un palazzo costruito apposta per essere spasciato. Pare che l'abbiano fatto sul serio, a Madrid, o almeno così riferisce il mio fido Yahoo.
Poi mi viene da pensare alle epiche lotte di cuscini che ormai vengono organizzate in varie piazze italiane ( e qua ridivago, pensando al mio compleanno di qualche anno fa, io e Polp che saltavamo sul letto e poi nfraccavamo di mazzate Tappo e Stocco. Che bravi, ci eravamo anche organizzati per fare un agguato stile western...).
una delle domande possibili è: dunque,ci abbiamo così tanta rabbia nei visceri?
la mia domanda, invece, non è una domanda.
Penso che sono vandala per natura, che raccolgo strani oggetti metallici tipo portacartoline o carrelli della spesa insieme a Stocco, per strada, poi li ripulisco e ci ficco dentro libri, sciarpe colorate, ciddì... poi penso che quando mi arriva l'aria della metropolitana mentre sto sulle scale mobili allargo le braccia e faccio Titanic, e che mentre studio mi girano i cinque minuti e metto su "lu ruscio de lu mare" e ballo da sola, scalza, finchè mi viene il fiatone.
Il guaio, è quando non le faccio queste cose: poi divento triste, ingrugnita, musona. Ho parlato di me perché me, mi conosco meglio. Però penso che valga in generale. Fare graffiti sui muri. Ammenocchè non si tratti dei muri del pantheon o roba simile, i graffiti mi mettono allegria. Mi mette allegria leggere una minipoesia scritta su un angolo, per qualcuno o per nessuno. Mi mettono allegria i giocolieri che si mettono di traverso agli incroci mentre il semaforo è rosso, o la gente che fa qualcosa di pazzo, che urla, che sta sdraiata per terra a chiacchierare e bersi una birra, chi ride fortissimo senza nessun motivo e chi si veste da pagliaccio.
Perché si, certo, spasciare e sfragnare è divertentissimo, ma io credo che lo sia tanto di più per chi queste cose qua sopra non le fa mai. E' che la cravatta, quando è troppo stretta, toglie sangue al cervello.