Il natale è andato bene. Grazie a nonna Tetta ("ah, quanto mi piace quello che nuota... Rosolino... si chiama pure come un nipote mio ma mo non mi ricordo il nome..". Il nipote suo in questione, Massimiliano, abita al piano di sopra e lo vede almeno tre quattro volte al giorno).
Grazie a nonna Carmela che, la sera di natale, mentre eravamo tutti riuniti e incappucciati e pronti per andarcene urla "Anto'" (che sarebbe mio padre), lui si gira e lei dice buonanotte e se ne va. Solo a lui. Non sia mai pensavamo che avesse salutato pure noi, altre dodici persone.
Grazie al gioco dei lupi e alle eruzioni vulcaniche di Manuel.
E poi ieri il messaggio inaspettato che mi chiedeva di guardare i treni per domani, un giorno prima o un giorno dopo per le cose normali non fa differenza ma per me cambia moltissimo. Se lo vedo domani, quel coso verde, quel giaccone beige, gli occhi, lui tutto intero non è come vederlo dopodomani.
Pensare di doverlo presentare alla famiglia mi terrorizza, è una cosa mia e sua e basta, gli altri non c'entrano e io i bisbiglii non li ho mai sopportati. Pensare che si possa commentare, che si creino aspettative...Ma, in fondo, Dona Angelo e Manuel lo conoscono già, e mi hanno dato la loro benedizione. Gianluca anche, e ne è stato anche così entusiasta da andare a riferire tutto a nonna. La quale ha giurato di non fare battute, di non dire niente, di dire solo "piacere di conoscerti" e basta.
Capodanno in piazza, o al coperto? Date le temperature polari, sarebbe meglio la seconda opzione, tanto più che, dopo giorni di disperazione perché tutto quello che vedevo erano serate con tizi del grande fratello e/o orfani della De Filippi, Gianlu ha portato un raggio si sole nella mia vita annunciandomi che al palazzetto dello sport ci sarà un concerto con i Tarantolati di Tricarico, poi Morgan, poi Boosta dei Subsonica (il futuro padre dei miei figli) (latobbì non ti incazzare...è per il bene della razza). Un po' mi dispiace per Daniele Sepe ma sono davvero troppo freddolosa per starmene fino alle tre di notte a -7 col vento furioso di Piazza Mal Di Gola.
Problemi stupidi, pensieri altrettanto elementari. Ma mi accontento di questo, adesso: mi basta che Manuel mi sorrida perché è riuscito a far eruttare i vulcani, che Fa mi tenga abbracciata stretta, che Gianlu allarghi le braccia vedendomi perché é contento, che Stefano e Ilaria mi abbiano regalato un segnalibro, che Ilaria ha ricamato col mio nome. Il regalo più bello di questo natale.
La parrucchiera di mia mamma, quella che viene a casa e ha una di quelle voci simpatiche come una colica, le ha appena detto (col suo tono tipico cantilenante) "dice che oggi è stato il giorno più corto dell'anno". Poff. Fine del discorso.
Però magari ha ragione lei, e magari poi verranno giorni più lunghi ma non nel senso che non passano mai chè già questi, di giorni, ci stanno mettendo un po' troppo a passare e io li accoltellerei molto volentieri pur di vederli stramazzare al suolo, sostituiti da una bella giornata nuova di zecca, fresca fresca. Sperando che sia come quando al letto ci metto le lenzuola pulite e poi la sera mi struscio e mi rotolo perché così sprigionano meglio l'odore di ammorbidente e sento tutta la pulitezza (e guai a voi se mi correggete!) sulla pelle.
Insomma giorni più lunghi nel senso che non fa già buio alle sei e allora dici è buio devo dormire ma non è che hai proprio sonno, quindi resti là in una specie di limbo irresoluto, a scassare le balle a Fa perché ti dia una mano nel tuo assassinio quotidiano, nell'uccidere quello che resta di un'ennesima pena non voluta, non cercata.
Non so se sperare che mi lasci o che resti con me. Se resta con me, può essere che di tanto in tanto mi strappi qualche sorriso, ma in compenso riceverà solo pesanterrimi fardelli che maieppoimai si sarebbe sognato di portare. Quindi, siccome io sebbene stronza anzichennò gli voglio bene anzi.... (nnò, non ce la faccio proprio a scriverla quell'altra cosa), quasi quasi mi auguro che scappi, perché è doloroso sapere di non essere altro che zavorra, per l'ennesima volta, per una persona che invece vorrei soprattutto vederla scivolare leggera come un pinguino che pattina sul ghiaccio. E sappiate che il pinguino in questione ha un bel cappellino col ponpon e la sciarpetta a righini colorati.
il minollo, in fase acuta di rigetto di studio, si è sottoposto a un test per scoprire di che religione è (quando non hai voglia di studiare, tutto fa brodo... -.-)
il risultato è il seguente
| You scored as Agnosticismo
Il tuo risultato è... agnostico. Sei un agnostico. Sebbene è generalmente riconosciuto che gli agnostici non credono nell'estistenza di Dio nè nella sua non esistenza, è possibile per un agnostico essere anche deista o ateo. In realtà gli agnostici non conoscono nè pretendono di sapere se Dio esiste o no, ma possono ammettere che qualcun'altro lo sappia. Un agnostico intellettualmente onesto si schiererebbe su questa posizione, dato che non ha più prove per giustificare l'impossibilità di conoscere Dio di quante ne abbia della sua esistenza.
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A quanto pare, sono più incline al satanismo che al cristianesimo.
Erano anni, che ve lo dicevo...
(sempre per i soliti noti) (non dovrò mica rifare i nomi?!?!)
IL GAZZETTINO DI MINO
siccome era da tanto che non scrivevo, giustamente O Voi siete rimasti indietro. Quindi, per evitare di fare tremila riassunti uno per uno la prossima volta che ci vediamo, ve lo scrivo qua in modo da rispondere esaurientemente a qualsiasi vostra probabile domanda ed evitare il "bè, che mi racconti?", saltando immediatamente al passo successivo (cioè chiamare il/la cameriere/a e ordinare).
Innanzitutto, ho cambiato domicilio. Prima porta a destra, da non confondersi con seconda stella a destra che poi arrivate all'isola che non c'è e vi rapiscono i pirati e io, sappiatelo, il riscatto non ve lo pago e vi lascio in mano a giglio tigrato. (ma, secondo voi, il giglio tigrato mozzica?)
In questa stanza nuova ho tutti i comforts, persino una connessione internet a scrocco per grazia di uno sconosciuto benefattore del palazzo di fronte. Ho anche un divano. Che la gente normale posiziona davanti alla televisione. IO l'ho posizionato di fronte all'affare dove tengo i libri e alla riproduzione del giardino di Monet. Questione di priorità.
Poi. Il vostro adorato Minollo ha iniziato a dare ripetizioni. Di francese. A una ragazza che fa il quinto liceo linguistico. Particolare irrilevante è che il mio studio del francese si limita ai tre anni delle medie, nel secolo scorso. Ma io con irraggiungibile maestria arrivo addirittura a fare la strafiga spiegandole la letterattura francofona, tenendo accuratamente celato che non so neanche come si forma il congiuntivo.Se mi siete amici, non commentate: ve ne sarò grata.
Infine, sono sempre, ancora, inusualmente accoppiata con un uomo, o giù di lì. La cosa stupisce anche me, e allo scoccare dei nostri primi sei mesi ufficialmente insieme, mentre mangiavamo una romantica patata ripiena di gorgonzola, mi guardavo attorno con fare circospetto cercando le telecamere di scherzi a parte, il signor smith di matrix, insomma qualcuno che finalmente mi rivelasse che ciò che stavo vedendo non era reale bensì frutto dell'hamburger che mangiai con cristina dopo che era caduto nel lavandino pieno di sapone e noi lo sciacquammo, ma non abbastanza bene da non scatenare una reazione chimica a catena che ne alterò le molecole in modo da renderlo una specie di porta per universi paralleli, luogo in cui vivo da quel giorno.
Avete capito? Io no.
Vabbè, è ora che io vada, tanto più o meno le cose ve le ho dette. Quindi ora non scassate le balle e, quando io e voi ci incontreremo, saltate le domande inutili e parlatemi dell'ultimo libro che avete letto.
avevo abbandonato questa pagina e non so perché. anzi no, lo so perché. perché volevo provare ad essere nuova, cattiva come il signor barns e cinica come dottor aus.
e invece pare che sia sempre io, e non l'avrei mai detto, soprattutto in questo periodo di certezze che crollano e paola non è più cix e federica se mi vede mi dice ciao e poi non sa far altro che cazziarmi per le fotocopie e francesco boh, boh, boh.
non dico che volessi dei punti fermi nel senso di stampelle come intende Fa, penso solo che io nelle persone e nei rapporti ci credevo. E forse quello che fa più male è proprio non sentire male nel vedere paola che sta lontanissima, nel non sentire nessuna necessità di parlare, chiarire.
E' che dalle persone non bisogna mai aspettarsi niente, ma invece io me la aspettavo, qualcosa. Mi aspettavo di non essere lasciata sola, mentre scoppiavo a piangere facendo l'amore, e Fa ha cercato di stringermi come ha potuto, facendosi strada a fatica nella giungla dei miei infiniti silenzi e immergendosi intero nelle mie lacrime senza perché, quelle che scendevano da sole mentre stavo nell'autobus, o di notte, senza che me ne accorgessi.
Mi aspettavo di essere cercata, o forse no, forse neanche, perché io non avevo la forza di chiamare, di chiedere niente a nessuno, far niente che non fosse dormire o fissare il soffitto, solo che quel buco, quel vuoto lo sentivo.
Ma non bisogna aspettarsi niente da nessuno e forse adesso è per questo che capisco che l'amicizia per come la intendevo io non esiste, era tutta solo una mia costruzione mentale. Fa un po' male ma fra poco starò meglio. Ho solo paura, adesso, di attaccarmi troppo a lui, a te, insomma Dear Rea non vorrei mai e poi mai farti diventare la mia stampella. Sarà per questo che di tanto in tanto, forse per ordine del mio inconscio, divento così scassapalle e secessionista? 