postato da MiNoLLo alle ore 12:02
martedì, luglio 29, 2008

Sono stata indecisissima per un sacco di tempo riguardo a dove passare le vacanze. Una risposta comoda comoda era che le devo passare a Roma per quei cacchio di lavori di ristrutturazione, e che non posso andare da nessuna, ma proprio nessuna, nessunissimissima, nessunerrima, parte.

Poi però parlavo con Sil che se ne va dalla nonna a Lecce, e insomma checcavolo a Lecce ci voglio andare pure io, chè sono almeno tre quattro anni che lo dico e mo perché vado in Bosnia, mo per colpa dell'ex-amica Stronza, non riesco ad andarci. Sole mare e cazzeggio con la cotenna di porco, cosa si potrebbe voler di più?

Ma la risposta veravera mi è giunta domenica. Siamo andati all'Erbaula, che sarebbero due casupole sperse in mezzo al bosco, che fa molto Heidi con la differenza che invece delle Alpi si tratta dell'Appennino, e che mia nonna invece di essere cieca è un po' sorda.

Il fatto è che in questi mesi di ansia assoluta, là sono stata davvero bene, per la prima volta. Era cattivo tempo, c'erano dei nuvoloni che aiuto!, e le erbacce davanti casa erano cresciute liberamente fino a diventare una giungla da dove ti aspettavi che da un momento all'altro uscissero fuori dei briganti armati fino ai capelli.
E io stavo tranquilla.
Si è alzato un gran rumore, pensavo fosse pioggia, e invece papà mi ha spiegato che era "lu rusc't' r' mal'tiemp'", il fruscio del brutto tempo, ed era un suono che non avevo mai sentito primo: ovvio, a Roma, senza alberi, con tutte quelle macchine, prima di piovere al massimo puoi ascoltare i bestemmioni dei passanti che si sono dimenticati l'ombrello a casa. Ma neanche a Potenza l'avevo mai sentito.
Poi ho capito che lì gli unici suoni umani erano le voci delle mie nonne, e basta, Solo il gran fragore del bosco, dei tuoni.

Ho trovato dei libri, mezzi mangiati dall'umidità, libri vecchissimi, e a lasciarli là si sarebbero persi completamente.
Sono uscita di casa (perché miracolosamente non c'è campo per i cellulari) e mi sono allontanata per telefonare a zia e chiederle se potevo prenderli.
E lì l'ho sentita, chiara, netta, la pioggia che stava per arrivare. Non la vedevo, la sentivo. Nell'aria, nei rumori, si sentiva, e ho detto a Manuel di sbrigarsi a passarmi zia, e lui l'ha capito senza che io glielo dicessi, il tempo di "zia, sono all'Erbaula, posso prendermi i libri?" "si". Ed è arrivato. Il temporale. Nonno è uscito "torna qua, che ti bagni".E a me è venuto da piangere per l'assoluta semplicità delle cose, per la bellezza, per il senso di protezione che ho provato lasciandomi esplorare da quelle gocce.

Volevo chiamare Fabio e dirgli vieni qua in vacanza, lascia perdere aerei, o casse stereo da palco, stai con me qua, per qualche giorno, ma il telefono non prendeva di nuovo.

E quindi ci vado da sola, tra i miei libri che puzzano di muffa, e i gradini che a mezzogiorno sono caldi di sole e ti invitano a leggere, senza altro disturbo che il canto discreto delle cicale e il fruscio delle foglie.

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postato da MiNoLLo alle ore 19:39
sabato, luglio 05, 2008

Si, si, si mi ero lamentata, eccome se mi ero lamentata! Perché mi ero rotta le balle di vedere la mia odiamata regione gettata in pasto alle multinazionali, per un pugno di lenticchie, anzi manco, ché almeno le lenticchie sono buone per il cenone di capodanno.
Io la cocacola la shkifo e la odio da quando ciavevo tredici anni, figuriamoci quando ho visto che si è comprata la gaudianello, e ha fatto merciandaising spacciando rionero monticchio atella e barile per paesi dove nonna Abelarda sembra la fotocopia di Gisele Bundchen. Io sono qua per aprirvi gli occhi: Rionero è terra di vecchi bacucchi, neanche troppo affascinanti, e io mo non è che voglio sputare sulle mie radici perché sono per un quarto rionerese anch'io, ma l'unica cosa veramente interessante là sono i cannoli di Libutti.

Detto ciò, a parte che di questi tempi vado a prendere il kebab e mi danno l'acqua lilia con lo sfondo del vulture e io non so se commuovermi come heidi quando torna dal nonno o sputare nell'occhio del kebabbaro che me l'ha data, io sono finalmente contenta.
Perchè da piccola funzionava così: nonno Saverio e nonna Tetta pigliavano la Gaudianello, ma a me non piaceva perché era troppo frizzantina; nonno Vito e nonna Carmela pigliavano l'Atala, ma a me non piaceva perché la fonte Atala era la più sfigata di tutte e poi Atala era una bicicletta e non capivo cosa c'entrasse con l'acqua, e noi pigliavamo la Cutolo, anzi, la Cutolo-Rionero. Che come etichetta aveva la statua di un bimbo col piscilicchio di fuori che espleta le sue funzioni fisiologiche, e a lato c'era scritto in quattro lingue che l'acqua Cutolo-Rionero poteva avere effetti diuretici (e grazie a pippo! è acqua, certo che poi pisci!). E io che senza qualcosa da leggere mi sentivo persa, davanti a un piatto di carne che non finiva mai, per distrarmi leggevo che "it may have diuretic effects" e ridevo ogni volta che vedevo scritto che conteneva lo stronzio (io vorrei sapere chi è stato quel burlone che ha dato tale nome al corrispondente elemento chimico: se è ancora vivo, gli stringo la mano).

Giustamente, vorrete sapere perché sono contenta, visto che è mezz'ora che vo menando il can per l'aia: ebbene, quelli della Cutolo, che come molti lucani hanno le palle che girano come sfere del planetarium, hanno alzato la testa e hanno creato la Vaffancola.
Secondo me il nome gli è venuto così, parlando tra amici, e qualcuno avrà fatto una battuta, e qualcun altro si sarà ricordato di Carmine Crocco, il brigante, quello che tanto filo da torcere ha dato ai piemuntisi che volevano togliere la terra ai contadini lucani, e allora proprio da Rionero è partito un segnale: "non siamo terra di nessuno, siamo stufi di fare la parte della torta che si può dividere a piacimento".

E' una cosa piccola, ma io sono contenta. E sono contenta anche che la testa la si stia alzando anche a Potenza, per la faccenda del petrolio... ma di questo vi parlo un'altra volta

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categoria : to whom it may concern, terra di briganti

postato da MiNoLLo alle ore 13:48
mercoledì, luglio 02, 2008

Oggi parlerò di un argomento che mi sta molto a cuore. Tenterò di mettervi in guardia sui pericoli e le insidie di una parte di Roma che, come solo pochi eletti sanno, è afflitta da strani correnti magnetiche che rendono chi vi si trova folle. Questa parte di Roma è l'EUR. Voi non mi credete, lo so, siete scettici, ma dopo che avrò finito con le mie testimonianze non potrete che essere d'accordo con me.

TESTIMONIANZA N.1

Mi trovavo sola soletta in viale Europa, seduta su una panchina a leggere il mio bel libro quando mi si avvicina un tizio con una caterva di coperte sulle spalle. Mi chiede se ne voglio una. Gli spiego gentilmente, sorridendo, che no, siamo a giugno e casa mia sembra l'interno del forno della pizzeria 'O Sole Mio quindi non necessito di tali oggetti. Lui cerca di convincermi che il prezzo è ottimo, ma io, sempre sfoggiando il più radioso dei sorrisi ribatto che comunque vivo sola e di una coperta a due piazze proprio non saprei che farmene. Lui mi sorride, e, approfittando della mia ingenua distrazione,  mi riempie di bacetti sulle guance.

TESTIMONIANZA N.2

Stesso posto, stessa panchina, stesso libro. Una signora vestita molto fashion, con voluminosi e curati ( e mesciati) capelli biondo-zoccola, tra i trentacinque e i quaranta, si siede accanto a me. Io continuo a leggere e di tanto in tanto alzo lo sguardo per guardare gli uccellini, le farfalle, e i piccioni che fanno il tiro al bersaglio sui passanti (tifando ovviamente per i piccioni).
Tutto ad un tratto, la signora balza in piedi e comincia a camminare a passo di marcia. Io alzo la testa dal libro, non fosse altro per la repentinità o repentinenza del suo gesto. Dopo dieci passi ella si volta e, puntandomi addosso un minaccioso indice indubbiamente carico, mi ingiunge "e non mi seguire, eh!"

TESTIMONIANZA N.3

Questa testimonianza è stata raccolta da un indigeno.
Un tizio in maglietta e jeans, urlando apostrofa un manager in piedi davanti al bar profferendo le seguenti parole: "IO.... CAMMINO SULL'ACQUA!!!!! PASSO ATTRAVERSO I MURI!!!!!!!".

Quindi, o amati lettori di questo blog, io vi sconsiglio caldamente di porre piede in quel luogo malsano, ma se doveste farlo, ricordate: è a vostro rischio e pericolo!!!

(uomo avvisato...)


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categoria : storie metropolitane, to whom it may concern, nonsense babbling