postato da MiNoLLo alle ore 18:18
sabato, agosto 30, 2008

me ne vado a vivere su un ciliegio esterno

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categoria : music, nonsense babbling

postato da MiNoLLo alle ore 17:02
domenica, luglio 08, 2007

li giochino di oggi consiste nell'indovinare (senza cercare con google, sennò siete delle sferre) da dove ho tirato fuori ciò che segue (secondo me, se Nannerl passa di qua vince lei )

 
E mi piaceva camminare solo per sentieri ombrosi di montagna,
nel mese in cui le foglie cambiano colore,
prima di addormentarmi all'ombra del destino.

è quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli...

Perché ascolti questa musica
ma non ti accorgi che non fa bene
non senti
non vedi
che non va.

Vabbè, per oggi basta, che già erano difficilotte queste...

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categoria : music

postato da MiNoLLo alle ore 13:17
martedì, maggio 29, 2007

Serre-moi

Embrasse-moi dessus bord
Viens mon ange retracer le ciel
J’irai crucifier ton corps
Pourrai-je dépunaiser tes ailes
Embrasser, te mordre en même temps
Enfoncer mes ongles dans ton dos brûlant
Te supplier de me revenir
Et tout faire ô tout pour te voir partir

Viens ! Emmène-moi là-bas
Donne-moi la main que je ne la prenne pas
Ecorche mes ailes envole-moi
Et laisse-toi tranquille à la fois

Mille fois entrelaçons-nous
Et lassons-nous même en dessous
Serre-moi encore serre-moi
Jusqu’à étouffer de toi

Il y a des salauds
Qui pillent le cœur des femmes
Et des femmes qui n’savent plus trop
D’où l’amour tire son charme
Papillon de fleur en fleur
D’amour en amour de cœur
Ceux qui n’ont qu’une étoile
Ou ceux qui brûlent leur voile

J’aime tes larmes quand tu aimes
Ta sueur, le sang rendons-nous amants
Qui se passionnent et qui saignent
J’aime quand mon écorché est vivant
Je ne donne pas long feu
A nos tragédies, à nos adieux
Reviens-moi reviens-moi
Tu partiras mieux comme ça
A force de se tordre
On en finirait pas se mordre
A quoi bon se reconstruire
Quand on est adepte du pire
Malgré nous malgré nous
A quoi bon se sentir plus grand que nous
2 grains de folie dans le vent
2 âmes brûlantes
2 enfants

Il y a des salauds
Qui pillent le cœur des femmes
Et des femmes qui n’savent plus trop
D’où l’amour tire son charme
Papillon de fleur en fleur
D’amour en amour de cœur
Ceux qui n’ont qu’une étoile
Ou ceux qui brûlent leur voile

Embrasse-moi dessus bord
Viens mon ange retracer le ciel
J’irai crucifier ton corps
Pourrai-je dépunaiser tes ailes
Embrasser, te mordre en même temps
Enfoncer mes ongles dans ton dos brûlant
Te supplier de me revenir
Et tout faire pour te voir partir

Viens ! Emmène-moi là-bas
Donne-moi la main que je ne la prenne pas Ecorche mes ailes envole-moi
Et laisse-toi tranquille à la fois

Mille fois entrelaçons-nous
Et lassons-nous même en dessous
Serre-moi encore serre-moi
Jusqu’à étouffer de toi
Serre-moi encore serre-moi
Jusqu’à étouffer de toi
Serre-moi encore serre-moi

Tryo

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categoria : music

postato da MiNoLLo alle ore 13:56
lunedì, maggio 21, 2007

everybody thinks you're well, everybody thinks I'm ill, watching me fall apart, falling under your spell... but you're fooling yourself, you're fooling yourself cos you say you love me, and then you do it again, you do it again. You say your "sorry"'s, and then you do it again and again and again and again...

(Re-offender, TRAVIS)

ammetto che magari è stata colpa mia, colpa della mia mania di voler vincere, perché in quegli sguardi ci leggevo parole ben precise, e allora ho cercato un'ecatombe. E in fondo la risposta che ho ottenuto è stato quanto di più assurdo potessi concepire. Non sono mai stata una di quelle che se le incontri per strada ti giri a guardarle, mai stata una che appena la vedi ti immagini lenzuola di raso nero e giochini strani. Ecco perché è assurdo sentirsi dire che "ero attratto da te, volevo portarti a letto e appena ti vedevo mi accorgevo che era inutile, non riuscivo a resistere". Per quattro anni? Tradendo la ragazzina buona del Mulino Bianco, colei che dici di amare, quella che un giorno sposerai e con cui procreerete tanti marmocchi del Mulino Bianco. Immagino valga ancora. Mi viene da ridere se ci penso. Vediamo un po': ho vinto o ho perso? Se ho perso, è stato tanto ma tanto di quel tempo fa che neanche me lo ricordo più. L'ho guardato bene, in questi giorni, ti ho guardato: sei bello, non c'è dubbio. Quegli zigomi, e i nei sulla guancia, le labbra (ti diventano ancora di quel fuxia acceso dopo due baci o giù di lì?), niente da eccepire. E' bello quando lo guardo ma finisce tutto là. Perché per il resto, non c'è altro, neanche quella inspiegabile familiarità per la quale stando tra l'una e l'altra delle sue spalle mi dimenticavo di tutto, mi dimenticavo di piangere e di ridere e di pensare.  Mi ha chiesto scusa e a me veniva da ridere. Non mi ci è voluto molto per dirgli ok ciao non hai più nulla che io possa volere. E stavolta, non è stato per orgoglio, per non mostrare le mie lacrime o dare a vedere il cratere di devastazione che mi aveva lasciato dentro. Era perché, davvero, mi stavo annoiando.

Ho vomitato per tutto il giorno ieri, vomitato prima il bicchiere d'acqua bevuto perchè stavo morendo di sete, poi vomitato amaro, vomitato bile. Oggi non ho mangiato. Non era mica così scemo, poi, il maestro di aikido quando mi spiegava che con la luna nuova dovevo fare un giorno di digiuno completo, per purificarmi e riequilibrare le energie. Quindi ieri e oggi solo acqua, incenso acceso, esercizi di meditazione e Tibetani. Se nessuno mi fa le coccole, me le faccio da sola!!!  

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postato da MiNoLLo alle ore 15:53
giovedì, aprile 19, 2007

Libro VerrastroLa favoletta di oggi è cortacorta.

Tratta di una donzella pazzoide, la cui passione sono i tasti bianchieneri, alternati o quasi. La suddetta donzella si è diplomata da poco, quindi è da poco che è ufficialmente maestra nell'arte di addomesticare quei tasti. Un giorno però il suo nome si ritrova su un cartellone, grande grande o fatto di pixel, la differenza non conta, ciò che conta è che quel nome si ritrovi assieme ad altri, quelli che fino a qualche mese fa erano i grandi, coloro ai quali lei bimbetta chiedeva aiuto, ovviamente piani separati, e che ci si dia del lei per cortesia. Il nome, adesso è nè più piccolo nè più grande, è delle stesse dimensioni.

E io, che dire, io sono contenta, Cate, che ci ri-sei nelle mie giornate, e sono contenta che mi mandi la locandina e sono contenta che farai questo concerto e sono contenta di sentirti di nuovo suonare perchè davvero quando suoni mi smuovi l'anima. Perchè, a meno che non mi cade un vaso di gerani sulla testolina mentre passeggio per strada, il 4 sarò lì

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categoria : casa, music, to whom it may concern

postato da MiNoLLo alle ore 14:22
lunedì, marzo 26, 2007

potrei scrivere di sabato. Potrei dire qualcosa di più che quegli esercizi di recitazione mi hanno fatta pensare e mi hanno fatta ridere e che magari appena posso scappo in libreria a comprarmi il testo. Potrei  parlare di come sono impazzita di risate, e poi di gioia sottobraccio a Cix a fare le folli, e affinchè fosse una serata perfetta ci voleva la pizzica, e pizzica distruggi-polpacci è stata! Potrei dire a Fede di non preoccuparsi troppo per me, che in qualche modo me la cavo sempre, ma che comunque è bello sapere che mi vuole bene al punto da ripetermi "Fra ti prego, comprati un paracadute, anzi se vuoi te lo regalo io, ma non lanciarti nel vuoto così sennò poi ti spiaccichi e io non voglio che tu ti spiaccichi".  Potrei anche dire che rivederti (si, si, tu! ) è stato bello e anche se con te non ci esco più perchè mi hai fatta arrabbiare e io quando mi arrabbio...(vabbè, non c'è bisogno che stia qui a dirlo, lo sai come divento quando mi arrabbio ) ma mi sembri cresciuto, sarà che ora vivi da solo, sarà che ci spero sempre che tu capisca che non devi pensare che gli altri abbiano in tasca più di quanto non abbia tu, perchè non è vero. (Soprattutto, non io  Mi conosci e l'hai visto ormai in MILLEMILA occasioni che non sono altro che una mina vagante!).

Potrei  fare tutto ciò, ma non lo faccio, e invece faccio copia incolla con una canzone dei Pink Floyd, che, dato il testo, mi sembra perfetta da dedicare a...  

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way

Tired of lying in the sunshine staying home to watch the rain
You are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run and you run to catch up with the sun, but its sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but youre older
Shorter of breath and one day closer to death

Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the english way
The time is gone, the song is over, thought Id something more to say

Home, home again
I like to be here when I can
And when I come home cold and tired
Its good to warm my bones beside the fire
Far away across the field
The tolling of the iron bell
Calls the faithful to their knees
To hear the softly spoken magic spells.

 

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postato da MiNoLLo alle ore 11:57
giovedì, marzo 22, 2007

Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora

penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
è potere rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
ma tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere
e potere rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

io ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
a breve...


...che va meglio, che basta chiudersi una mattinata in casa, che leggendo Borges, che passando un pomeriggio con due bimbe che alla fine ti fanno ballare e ti buttano a terra e vi aggrovigliate e le torturi di solletico e loro ridono come pazze, che ascoltando canzoni come questa, che giù, a casa, davvero cadrà la neve a breve e magari ti fai venire lo schizzo e prendi l'autobus, così poi quando arrivi tiri fuori la lingua e ti godi i fiocchi freddi e tutto quel bianco.

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postato da MiNoLLo alle ore 14:12
lunedì, marzo 05, 2007

GRAVITY- dresden dolls

CHARLIE BIG POTATO- Skunk Anansie

WHY DO YOU LOVE ME- Garbage

VIOLET - Hole

BIG IN JAPAN - Guano Apes

YOU'RE SPEAKING MY LANGUAGE- Juliette Lewis

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categoria : music

postato da MiNoLLo alle ore 20:16
domenica, marzo 04, 2007

... I'm sure it'll always be someone staying and someone gone....

eri trasparenza

e bianco come il fumodellasigaretta che fumavi

aspettandomi e mi manca il fiato ripensandoci adesso a

quelle corsenellametro e i capellibagnati e

i foglisporchi e i taglisuldito e lechiavidelcancello

e

L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
"è mia" sottindente la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l'uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai

Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito"
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai
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postato da MiNoLLo alle ore 21:02
lunedì, febbraio 26, 2007

GELATO AL LIMON (P. Conte)

Un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
sprofondati in fondo a una città
un gelato al limon
è vero limon.
Ti piace?
Mentre un`altra estate passerà
libertà e perline colorate
ecco quello che io ti darò
e la sensualità delle vite disperate
ecco il dono che io ti farò
donna che stai entrando nella mia vita
con una valigia di perplessità
ah, non avere paura che sia già finita
ancora tante cose quest’uomo ti darà.
E un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
sprofondati in fondo a una città
un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
mentre un’altra estate se ne va…
Ti offro una doccia ai bagni diurni
che son degli abissi di tiepidità
dove come oceani notturni
rimbombano le voci della tua città 
E ti offro la luna del pomeriggio
per il sogno arabo che ami tu
e una stretta forte della mia mano
per te donna che non mi scappi più…
e un gelato al limon
gelato al limon, gelato al limon 
E ti offro l’intelligenza degli elettricisti
cosi almeno un pò di luce avrà
la nostra stanza negli alberghi tristi
dove la notte calda ci scioglierà.
Come… un gelato al limon,
gelato al limon,gelato al limon…


:) il ciddì lo comprai 4 anni fa. E questa canzone, che secondo me è una delle canzoni d'amore + belle del mondo, la misi nel lato A di una cassetta, insieme ad altre ("ven a mi cama, duerme conmigo, entra en mis suenos porque hace tiempo que me he perdido..."), delegando loro il compito di dire varie cosette che forse io esprimevo in modo troppo equivoco. Epico l'accostamento con THE CALL OF KTULU  dei Metallica...uahauhauhah! Comunque da allora il ciddì è rimasto a prendere miseramente polvere. SBAGLIATISSIMOOOOOOO! Per fortuna che ieri l'ho riesumato, è troppo bello... pianoforte, voce, arrangiamenti e testi... l'ho riascoltato qualcosa come tre volte di seguito. E ora vado per la quarta!

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