postato da MiNoLLo alle ore 13:29
venerdì, febbraio 23, 2007

Siamo figli dell'epoca,
l'epoca è politica.
 
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne,
sono faccende politiche.
 
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
 
Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell'altro politica.
 
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.
 
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.
 
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.
 
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano
e i campi inselvatichivano
come in epoche remote
e meno politiche
(W. Szymborska)
L'intenzione era di postarne un'altra, "ringraziamento", ma date le circostanze ho preferito rimandare e anteporre questa. (Ieri il libro è finalmente tornato a casa, dopo più di due mesi d'assenza e mi mancava. Tutto sommato, però, nonostante le incazzature sapevo di averlo posto in mani sensibili e affidabili )
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categoria : poems

postato da MiNoLLo alle ore 13:20
martedì, febbraio 13, 2007

Non ho molta fiducia d'incontrarti
nella vita eterna.
Era già problematico parlarti
nella terrena.
La colpa è nel sistema
delle comunicazioni.
Se ne scoprono molte ma non quella
che farebbe ridicole nonchè inutili
le altre.
                          (E. Montale)
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categoria : poems, meglio un genio morto, to whom it may concern

postato da MiNoLLo alle ore 19:11
sabato, gennaio 27, 2007

SARAH BROWN

Maurice, weep not, I am not here under this pine tree.

The balmy air of spring whispers through the sweet grass,

The stars sparkle, the whippoorwill calls

But thou grievest, while my soul lies rapturous

In the blest Nirvana of eternal light!

Go to the good heart that is my husband,

Who broods upon what he calls our guilty love: -

Tell him that my love for you, no less than my love for him

Wrought out my destiny – that through the flesh

I won spirit, and through spirit, peace.

There is no marriage in Heaven,

but there is Love.

(E.L.Masters)

 

THE RIVAL

If the moon smiled, she would resemble you

You leave the same impression of something beautiful, but annihilating

Both of you are great light borrowers

Her O-mouth grieves at the world, yours is unaffected

 

And your first gift is making stone out of everything.

I wake to a mausoleum; you are here

Ticking your fingers on the marble table

Spiteful as a woman, but not so nervous

And dying to say something unanswerable

 

The moon, too, abases her subjects,

But in the daytime she is ridiculous.

Your dissatisfactions, on the other hand

Arrive through the mailslot with loving regularity

White and blank, expansive as carbon monoxide

 

No day is safe from news of you

Walking about in Africa maybe, but thinking of me.

(S. Plath)

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

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categoria : poems, meglio un genio morto

postato da MiNoLLo alle ore 14:33
martedì, gennaio 16, 2007

Tratto dal mio libro di anatomia patologica:

(...) Nonostante queste considerazioni, la precisa localizzazione delle metastasi non può essere prevista in ogni forma di cancro. Evidentemente, molti tumori non hanno letto i testi di patologia.

Spero non mi venga mi venga mai questo tipo di umorismo. E, data la noia(notoriamente, imparare a memoria classificazioni percentuali valori di riferimento e terapie non è il massimo della vita),dalla mia testolina svagata è uscito fuori questo (questa è mia...ma forse era meglio la battutaccia del Robbins...)

Male è celebrata la gloria

Di chi non brilla al buio

Nè riflette

La luce del sole

Ma cammina schivando

Con sicura perizia

Auto e passanti.

Ed è trascurato colpevolmente

Il piacere dell'affettare verdure

O affondare coltelli nella carne

Sfogliare chiassose pagine con inscritto

Un destino di macero imminente

Leggére imprudenze: infine

Non si voglia negar loro

La dignità di fieri oppositori

Di un Tempo che strangola.

Dalla facoltà di medicina di Tor Vergata è tutto. Passo e chiudo.

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categoria : poems, to whom it may concern, nonsense babbling, telling tales

postato da MiNoLLo alle ore 19:42
domenica, gennaio 07, 2007

Some air is required

urgently

that velvet rose is breathing it all

all my books might abruptly give up

they could think I meant to hide all the oxygen away

and I could get so lonely and disgraced

for nothing but  a dying rose's sake

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categoria : poems

postato da MiNoLLo alle ore 13:07
lunedì, dicembre 11, 2006

la poesia che non mi hai dedicato

la poesia che non mi hai dedicato

è lunga, una processione di parole,

oppure breve, e mi si pianta nel cuore

come lacrimogeno stiletto.

E' una poesia che inizia e finisce

tra i miei occhi e la bocca

tra un bicchiere di vino rosso e una chitarra

tra una coperta e una panchina.

Parla poco di me, e molto di te,

delle onde mentre mi pensavi

e dei pensieri mentre mi respiravi

e di tanti piccoli cortometraggi

e dei tatuaggi che ti ho disegnato nel cervello.

Nella poesia che non mi hai dedicato

ci sono metafore delicate e cristalline

ma nitide e definite, a volte,

o anche eteree e sfuggenti.

Poi ci sono battaglie e soldati

e cose da uomini veri, cose che io non capisco,

c'è tutta la brutalità che mi porgi in dono

sperando che io con la mia innata

grazia femminile te la addolcisca.

Ci sono mazzi di fiori e profumi e prati

e cieli azzurri e diademi e miele e stelle

mescolati a vaghi accenni ai sentieri

su cui vorresti che ti facessi da guida

o solo semplicemente ti accompagnassi.

La poesia che non mi hai dedicato

è sensuale ed evocativa

senza mezzi termini nè censure

e si arrampica sulle più ardite vette

del pensiero lirico, per elevarmi

far sì che io

comprenda

mi commuova

poi m'inorgoglisca

infine m'innamori.

La poesia che non mi hai dedicato

non me l'hai dedicata.

Ma la poesia,

è bene che lo si dica,

non serve a niente. 

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categoria : poems

postato da MiNoLLo alle ore 12:40
sabato, novembre 18, 2006

 

CIMG1818Ho fame di chiodi e tagli sulle dita

Ho sete della saliva di un amico

Ho sonno senza neanche essere stanca

Domani per strada darò la caccia agli intolleranti

 A chi inquina l'aria e il silenzio

 Quando avrei voluto pensare a un figlio

 Che profuma di acqua e di prati

  E a cui non dover censurare

  I sorrisi

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categoria : poems

postato da MiNoLLo alle ore 12:09
sabato, settembre 25, 2004

CANZONE METROPOLITANA

sono uno di quelli

che la notte sente avvicinarsi l'odore

di quello che è vero

mentre guardo le strade anzi più che guardarle

le riconosco

e non mi fermo, no, non mi fermo

io vado avanti

verso il mio futuro prossimo la mongolfiera

che si alza

e rido, cerco di perdermi perchè se mi perdo

magari trovo

quello che non avevo mai cercato che non avrei voluto

vedere

m'incanto m'abbaglio m'addormento

davanti agli occhi

di chi sembra recare in sè misteri da non condividere

solita avidità

alzo le spalle chiudo il sipario l'erba del vicino

è sempre più forte

solo che quando sei solo poi lo sei per davvero

non puoi più

perderti o ritrovarti le parole che vibrano ma non hanno

un senso

il rumore dell'asfalto bagnato mi ispira solenni

conati di vomito

l'aura della birra del vino in corpo i postumi di pensieri

a fondo cieco

mi piange lo stomaco il cuore imbottito di polvere di marmo

ritmo zoppo

zoppo come la mia etica come le mie domande d'abisso

niente azzurro

lassù in cielo venitemi a salvare lasciatemi in pace

lasciatemi nudo

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