)SARAH BROWN
Maurice, weep not, I am not here under this pine tree.
The balmy air of spring whispers through the sweet grass,
The stars sparkle, the whippoorwill calls
But thou grievest, while my soul lies rapturous
In the blest Nirvana of eternal light!
Go to the good heart that is my husband,
Who broods upon what he calls our guilty love: -
Tell him that my love for you, no less than my love for him
Wrought out my destiny – that through the flesh
I won spirit, and through spirit, peace.
There is no marriage in Heaven,
but there is Love.
(E.L.Masters)
THE RIVAL
If the moon smiled, she would resemble you
You leave the same impression of something beautiful, but annihilating
Both of you are great light borrowers
Her O-mouth grieves at the world, yours is unaffected
And your first gift is making stone out of everything.
I wake to a mausoleum; you are here
Ticking your fingers on the marble table
Spiteful as a woman, but not so nervous
And dying to say something unanswerable
The moon, too, abases her subjects,
But in the daytime she is ridiculous.
Your dissatisfactions, on the other hand
Arrive through the mailslot with loving regularity
White and blank, expansive as carbon monoxide
No day is safe from news of you
Walking about in
(S. Plath)
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Tratto dal mio libro di anatomia patologica:
(...) Nonostante queste considerazioni, la precisa localizzazione delle metastasi non può essere prevista in ogni forma di cancro. Evidentemente, molti tumori non hanno letto i testi di patologia.
Spero non mi venga mi venga mai questo tipo di umorismo. E, data la noia(notoriamente, imparare a memoria classificazioni percentuali valori di riferimento e terapie non è il massimo della vita),dalla mia testolina svagata è uscito fuori questo (questa è mia...ma forse era meglio la battutaccia del Robbins...)
Male è celebrata la gloria
Di chi non brilla al buio
Nè riflette
La luce del sole
Ma cammina schivando
Con sicura perizia
Auto e passanti.
Ed è trascurato colpevolmente
Il piacere dell'affettare verdure
O affondare coltelli nella carne
Sfogliare chiassose pagine con inscritto
Un destino di macero imminente
Leggére imprudenze: infine
Non si voglia negar loro
La dignità di fieri oppositori
Di un Tempo che strangola.
Dalla facoltà di medicina di Tor Vergata è tutto. Passo e chiudo.
Some air is required
urgently
that velvet rose is breathing it all
all my books might abruptly give up
they could think I meant to hide all the oxygen away
and I could get so lonely and disgraced
for nothing but a dying rose's sake
la poesia che non mi hai dedicato
la poesia che non mi hai dedicato
è lunga, una processione di parole,
oppure breve, e mi si pianta nel cuore
come lacrimogeno stiletto.
E' una poesia che inizia e finisce
tra i miei occhi e la bocca
tra un bicchiere di vino rosso e una chitarra
tra una coperta e una panchina.
Parla poco di me, e molto di te,
delle onde mentre mi pensavi
e dei pensieri mentre mi respiravi
e di tanti piccoli cortometraggi
e dei tatuaggi che ti ho disegnato nel cervello.
Nella poesia che non mi hai dedicato
ci sono metafore delicate e cristalline
ma nitide e definite, a volte,
o anche eteree e sfuggenti.
Poi ci sono battaglie e soldati
e cose da uomini veri, cose che io non capisco,
c'è tutta la brutalità che mi porgi in dono
sperando che io con la mia innata
grazia femminile te la addolcisca.
Ci sono mazzi di fiori e profumi e prati
e cieli azzurri e diademi e miele e stelle
mescolati a vaghi accenni ai sentieri
su cui vorresti che ti facessi da guida
o solo semplicemente ti accompagnassi.
La poesia che non mi hai dedicato
è sensuale ed evocativa
senza mezzi termini nè censure
e si arrampica sulle più ardite vette
del pensiero lirico, per elevarmi
far sì che io
comprenda
mi commuova
poi m'inorgoglisca
infine m'innamori.
La poesia che non mi hai dedicato
non me l'hai dedicata.
Ma la poesia,
è bene che lo si dica,
non serve a niente.
Ho fame di chiodi e tagli sulle dita
Ho sete della saliva di un amico
Ho sonno senza neanche essere stanca
Domani per strada darò la caccia agli intolleranti
A chi inquina l'aria e il silenzio
Quando avrei voluto pensare a un figlio
Che profuma di acqua e di prati
E a cui non dover censurare
I sorrisi
CANZONE METROPOLITANA
sono uno di quelli
che la notte sente avvicinarsi l'odore
di quello che è vero
mentre guardo le strade anzi più che guardarle
le riconosco
e non mi fermo, no, non mi fermo
io vado avanti
verso il mio futuro prossimo la mongolfiera
che si alza
e rido, cerco di perdermi perchè se mi perdo
magari trovo
quello che non avevo mai cercato che non avrei voluto
vedere
m'incanto m'abbaglio m'addormento
davanti agli occhi
di chi sembra recare in sè misteri da non condividere
solita avidità
alzo le spalle chiudo il sipario l'erba del vicino
è sempre più forte
solo che quando sei solo poi lo sei per davvero
non puoi più
perderti o ritrovarti le parole che vibrano ma non hanno
un senso
il rumore dell'asfalto bagnato mi ispira solenni
conati di vomito
l'aura della birra del vino in corpo i postumi di pensieri
a fondo cieco
mi piange lo stomaco il cuore imbottito di polvere di marmo
ritmo zoppo
zoppo come la mia etica come le mie domande d'abisso
niente azzurro
lassù in cielo venitemi a salvare lasciatemi in pace
lasciatemi nudo